PROGETTO SMS:

A SCUOLA DI MEDIAZIONE, LA MEDIAZIONE PER LA SCUOLA

L’incomprensione, l’emarginazione, il conflitto sono elementi che incontriamo sempre più frequentemente nella vita di tutti i giorni, al punto da far emergere l’esigenza di sviluppare una migliore conoscenza delle cause che li determinano e, soprattutto, degli strumenti cui ricorrere per un loro positivo superamento. Molto spesso, infatti, non sono la discriminazione o il conflitto a determinare situazioni di crisi, ma piuttosto il nostro modo di affrontarli, di negare o ignorare come essi siano parte naturale delle relazioni umane e, come tali, debbano essere affrontati.


Nel mondo dei più giovani, in particolare, stiamo assistendo al diffondersi di nuove forme di bullismo, accanto a quelle tradizionali, come ad esempio il cyberbullismo: le imprese dei bulli diventano sempre più aggressive e la facilità di accesso a pc, smartphone, tablet consente ai cyberbullying anche di poter agire in anonimato. 


Come si può leggere nelle “Linee di orientamento per azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo e al cyberbullismo”, recentemente pubblicate dal MIUR: “Gli atti di bullismo e di cyberbullismo si configurano sempre più come l'espressione della scarsa tolleranza e della non accettazione verso chi è diverso per etnia, per religione, per caratteristiche psicofisiche, per genere, per identità di genere, per orientamento sessuale e per particolari realtà familiari: vittime del bullismo sono sempre più spesso, infatti, adolescenti su cui gravano stereotipi che scaturiscono da pregiudizi discriminatori. E’ nella disinformazione e nel pregiudizio che si annidano fenomeni di devianza giovanile che possono scaturire in violenza generica o in più strutturate azioni di bullismo”.


Una pluralità di situazioni di conflitto - culturale, sociale, generazionale - che possono però trovare una sintesi unitaria nelle azioni da mettere in campo per affrontarle, specie laddove si proceda da un assunto di base: così come i giovani e giovanissimi sono spesso vittime o protagonisti di conflitto, allo stesso modo, gli stessi giovani possono divenire facilitatori di soluzioni positive dei conflitti tra pari.


E’ questo l’obiettivo che si pone il presente progetto: quello di rendere gli stessi studenti delle scuole italiane – di ogni ordine e grado – protagonisti positivi dei conflitti tra pari, fornendo loro gli strumenti più utili per riconoscere, prevenire e/o gestire il conflitto, spiegando loro come individuarne i sintomi e affrontarlo e risolverlo nel migliore dei modi possibili. I giovani saranno, dunque, resi protagonisti di un ampio esperimento di lotta al conflitto a 360°. Persone comuni a cui, a seguito di una formazione adeguata e sotto la guida e supervisione di esperti, sarà chiesto di trasformare gli “SCONTRI” del quotidiano in occasioni di “INCONTRO”, agendo in prima persona per migliorare la vita di chi vive accanto a loro a scuola, in famiglia, nei centri ricreativi… per arrivare a scoprire (e a far scoprire) che ogni buona azione ha un enorme potenziale di diffusione virale! 

 

Obiettivo ambizioso del progetto è quello di creare un cultura diffusa delle forme di gestione creativa e non violenta del conflitto, nelle scuole coinvolte nel progetto, per poi individuare un gruppo ristretto di studenti che, adeguatamente formati e sotto la supervisione di mediatori professionisti, opereranno come terzi mediatori imparziali nella ricerca di soluzioni di conflitti tra pari e come supporto per coetanei vittime di forme di cyberbulling o di crisi di vario genere. 

 

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